la domenica della musica: Firth Of Fifth
Il brano di oggi è Firth Of Fifth.
Terza traccia di Selling England by the pound (1973) dei GENESIS del primo periodo, è considerato tra i classici del gruppo, nel momento migliore dello sviluppo del genere progressive romantic rock.
Di loro è stato scritto e detto una montagna di cose...
ma quello che posso aggiungere a livello personale è che sicuramente è uno dei brani che mi ha fatto innamorare di questo tipo di sonorità fin da bambina, quando il mio fratellone si metteva in camera ad ascoltare i dischi della Charisma con quel buffo disegno del cappellaio matto che mi incuriosiva molto, e per tutta la casa si sentivano le canzoni...
Ne è passata di acqua sotto i ponti ma la magia io continuo a sentirla...
http://www.youtube.com/watch?v=SD5engyVXe0
Aggiungo i testi in inglese ed italiano presi da un vecchio libro sui Genesis degli anni '80, spuntato magicamente da vecchi scaffali dimenticati... Buon ascolto!!!
Terza traccia di Selling England by the pound (1973) dei GENESIS del primo periodo, è considerato tra i classici del gruppo, nel momento migliore dello sviluppo del genere progressive romantic rock.
Di loro è stato scritto e detto una montagna di cose...
ma quello che posso aggiungere a livello personale è che sicuramente è uno dei brani che mi ha fatto innamorare di questo tipo di sonorità fin da bambina, quando il mio fratellone si metteva in camera ad ascoltare i dischi della Charisma con quel buffo disegno del cappellaio matto che mi incuriosiva molto, e per tutta la casa si sentivano le canzoni...
Ne è passata di acqua sotto i ponti ma la magia io continuo a sentirla...
http://www.youtube.com/watch?v=SD5engyVXe0
Aggiungo i testi in inglese ed italiano presi da un vecchio libro sui Genesis degli anni '80, spuntato magicamente da vecchi scaffali dimenticati... Buon ascolto!!!
le balle... di paglia
All'inizio dell'autunno girovagando per l'Appennino trovammo delle insolite balle di paglia...
ma sapete che con quelle rettangolari ci si possono costruire anche le case???
bè queste caso mai potrebbero esserne gli abitanti!!!
ma sapete che con quelle rettangolari ci si possono costruire anche le case???
bè queste caso mai potrebbero esserne gli abitanti!!!
la signorina melagrana
In questa stagione si possono vedere i frutti del melograno maturi, pronti per essere colti e mangiati, ma questo frutto è da sempre pieno di significati per diverse culture sparse in tutto il mondo:
gli antichi Egizi avevano la consuetudine di porre all’interno dei sepolcri i frutti di melograno.
I babilonesi credevano che masticare i semi di melograno prima delle battaglie, li rendesse invincibili.
Il Corano cita tre volte il melograno, due volte come esempio di cose buone create da Allah, e una volta come frutto trovato nel giardino del Paradiso.
Nella tradizione ebraica il melograno era un calice a forma di corona, simboleggia il “disegno” originale per la vera corona.
Nella tradizione indiana i semi del melograno vengono usati come spezia, conosciuta col nome di anardana. I semi essiccati sono usati per acidificare le salse chutney (salsa indiana a base di frutta e spezie) e curry. I semi del melograno selvatico “daru dell’Himalaya “, sono considerati i migliori in qualità per preparare questa spezia.
Nella lontana Cina i neosposi mangiavano la melagrana per benedire le nozze; le spose turche invece, la lanciavano a terra perché in questo modo scoprivano quanti erano i figli che avrebbero avuto, contavano i chicchi che uscivano dal frutto.
I babilonesi credevano che masticare i semi di melograno prima delle battaglie, li rendesse invincibili.
Il Corano cita tre volte il melograno, due volte come esempio di cose buone create da Allah, e una volta come frutto trovato nel giardino del Paradiso.
Nella tradizione ebraica il melograno era un calice a forma di corona, simboleggia il “disegno” originale per la vera corona.
Nella tradizione indiana i semi del melograno vengono usati come spezia, conosciuta col nome di anardana. I semi essiccati sono usati per acidificare le salse chutney (salsa indiana a base di frutta e spezie) e curry. I semi del melograno selvatico “daru dell’Himalaya “, sono considerati i migliori in qualità per preparare questa spezia.
Nella lontana Cina i neosposi mangiavano la melagrana per benedire le nozze; le spose turche invece, la lanciavano a terra perché in questo modo scoprivano quanti erano i figli che avrebbero avuto, contavano i chicchi che uscivano dal frutto.
Sempre in Turchia, il succo del melograno è considerato una panacea rinvigorente da dare stagionalmente ai giovani e alle persone debilitate, viene usato tuttora, come condimento per l’insalata e per marinare la carne.
In Grecia, il mito di Demetra e Persefone si snoda intorno ai famosi sei chicchi di melagrana mangiati nell'Ade. Demetra era la madre di tutti gli dei, protettrice del matrimonio e della fertilità. Le donne ateniesi mangiavano i semi del frutto per conquistare fertilità e prosperità; i sacerdoti erano incoronati con rami di melograno ma non potevano mangiarne i frutti. E’ tradizione greca rompere un melograno durante i matrimoni, a Capodanno e quando si compra una nuova casa (il melograno è il primo dono che anche oggi gli ospiti portano) perché simbolo di abbondanza, fertilità e fortuna. Per lo stesso motivo, le decorazioni che riportano immagini del melograno sono molto comuni in Grecia e, proprio nella lingua greca, il nome usato per la melagrana, ha il significato uguale allo “ scorrere della forza dell’universo”.
Anche la Bibbia, nel Cantico dei Cantici, gli attribuisce un significato estetico e poetico: "come spicchio di melagrana sono le tue guance, senza quello che di dentro si nasconde" e più avanti il melograno ritorna, ma come simbolo di fertilità, speranza e fecondità: "ero discesa nel giardino delle noci, per osservare i frutti delle valli, per vedere se la vigna fosse fiorita, se avessero germogliato i melograni. Io ti prenderò, ti condurrò nella casa di mia madre, là mi istruirai, io ti darò da bere il vino drogato ed il mosto delle mie melagrane".
In Grecia, il mito di Demetra e Persefone si snoda intorno ai famosi sei chicchi di melagrana mangiati nell'Ade. Demetra era la madre di tutti gli dei, protettrice del matrimonio e della fertilità. Le donne ateniesi mangiavano i semi del frutto per conquistare fertilità e prosperità; i sacerdoti erano incoronati con rami di melograno ma non potevano mangiarne i frutti. E’ tradizione greca rompere un melograno durante i matrimoni, a Capodanno e quando si compra una nuova casa (il melograno è il primo dono che anche oggi gli ospiti portano) perché simbolo di abbondanza, fertilità e fortuna. Per lo stesso motivo, le decorazioni che riportano immagini del melograno sono molto comuni in Grecia e, proprio nella lingua greca, il nome usato per la melagrana, ha il significato uguale allo “ scorrere della forza dell’universo”.
Anche la Bibbia, nel Cantico dei Cantici, gli attribuisce un significato estetico e poetico: "come spicchio di melagrana sono le tue guance, senza quello che di dentro si nasconde" e più avanti il melograno ritorna, ma come simbolo di fertilità, speranza e fecondità: "ero discesa nel giardino delle noci, per osservare i frutti delle valli, per vedere se la vigna fosse fiorita, se avessero germogliato i melograni. Io ti prenderò, ti condurrò nella casa di mia madre, là mi istruirai, io ti darò da bere il vino drogato ed il mosto delle mie melagrane".
(da: ilcerchiodellaluna.it)
Detto questo non vorrei sembrare irriverente nei confronti di questo succoso frutto così importante simbolicamente ma fatto alcune foto ai nostri melograni mi è scappata... la "signorina melagrana"!!!

la domenica della musica: Improvvisando
Oggi per la rubrica domenicale posto un brano di musica "sperimentale" come sottolinea anche il nome della composizione: Improvvisando.
Buon ascolto!
http://www.myspace.com/laboratorioroyalflower/music/songs/improvvisando-71153923
Buon ascolto!
Laboratorio Royal Flower
le vacanze passate
L'estate scorsa siamo andati alcuni giorni in vacanza sulle dolomiti: bellissime, piene di storia, di verde, di rocce, di animali...
l'animale tipico delle dolomiti sicuramente è la mucca, tipica abitante degli alpeggi montani... ma noi abbiamo trovato un gregge di pecore e caprette che pascolavano tranquille in riva ad un torrente e ci sono piaciute davvero molto!!!

(poesia tratta da "la fattoria di nonna Sara")
l'animale tipico delle dolomiti sicuramente è la mucca, tipica abitante degli alpeggi montani... ma noi abbiamo trovato un gregge di pecore e caprette che pascolavano tranquille in riva ad un torrente e ci sono piaciute davvero molto!!!
Filastrocca della PECORA NERA,
la vedi di giorno ma non la sera,
la vedi sul prato ma non sul carbone,
ha una stellina sopra il groppone
che le è caduta dal cielo stellato
mentre dormiva una notte sul prato.
la vedi di giorno ma non la sera,
la vedi sul prato ma non sul carbone,
ha una stellina sopra il groppone
che le è caduta dal cielo stellato
mentre dormiva una notte sul prato.
animalia: l'ippopotamo rotoloso
Il nuovo abitante dello zoo di cartone è un ippopotamo, ciccio ciccio sempre pronto a mangiare ed a sbadigliare... il suo nome è Ippo!
animalia: il rinoceronte rotoloso
Dopo l'elefantino Tino è arrivato il rinoceronte, grande e grosso ma per niente spaventoso... anzi!
Il suo nome è ... Rino.
Il suo nome è ... Rino.
animalia: l'elefantino rotoloso
Ogni volta che sostituisco un rotolo di carta mi chiedo come potrei utilizzare il cartoncino che rimane vuoto...
così curiosando sulla rete ho visto diversi modi di "riciclarli" ed allora ho trovato il mio:
un piccolo zoo rotoloso di cartone!
Il materiale per questo lavoretto è davvero risparmioso: rotolo di cartoncino, forbici, matita con mina sottile, pastello bianco e pastello rosa, pezzetti di nastro biadesivo.
Ritaglio-incollo-coloro ed ecco il primo abitante del mio piccolo zoo!!!
Si chiama Tino l'elefantino
così curiosando sulla rete ho visto diversi modi di "riciclarli" ed allora ho trovato il mio:
un piccolo zoo rotoloso di cartone!
Il materiale per questo lavoretto è davvero risparmioso: rotolo di cartoncino, forbici, matita con mina sottile, pastello bianco e pastello rosa, pezzetti di nastro biadesivo.
Ritaglio-incollo-coloro ed ecco il primo abitante del mio piccolo zoo!!!
Si chiama Tino l'elefantino
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