la domenica della musica: Il cielo sopra Berlino

Oggi, visto gli ultimi post dedicati agli angioletti ho pensato di postare un brano che parlasse di loro...
ma non ho trovato niente che mi ispirasse, a parte il brano dei Massive Attack che mi piacciono ma non trovavo molto indicato come atmosfera...
Così ho pensato ad una splendida poesia inserita nel film Il cielo sopra Berlino, per me un capolavoro sia a livello stilistico che, e sopratutto, a livello"spirituale".
Il film parla di angeli ma non la poesia, che parla invece del bambino, credo però che non ci sia nulla di più vicino agli angeli proprio dei bambini (e scusatemi se sono scontata)!!!
Non voglio entrare in dissertazioni cinematografiche quindi vi lascio con questo breve brano, dedicato a tutti quelli che hanno il coraggio di ascoltarlo e di ritrovare il proprio bambino,... in fondo tutti lo siamo stati basterebbe ricordarsene un po più spesso...
Buon ascolto!





«Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente,
e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino,
non sapeva d’essere un bambino.
Per lui tutto aveva un’anima,
e tutte le anime erano tutt’uno.
Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli,
e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lì?
Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, è forse solo un sogno?
Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,
quello che vedo, sento e odoro?
C’è veramente il male?
E gente veramente cattiva?
Come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io,
non sarò più quello che sono?
Quando il bambino era bambino,
non riusciva ad inghiottire gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
il cavolfiore bollito,
ed ora mangia tutto, e non solo per necessità.
Quando il bambino era bambino,
si risvegliò una volta in un letto estraneo,
ed ora gli accade sempre,
gli apparivano belli molti uomini,
e adesso soltanto in rari casi,
si rappresentava nitidamente un paradiso,
e adesso lo può al massimo intuire,
non riusciva ad immaginare il nulla,
ed oggi rabbrividisce al suo pensiero.
Quando il bambino era bambino
giocava con entusiasmo
e adesso è così preso dalla cosa come allora
solo se questa cosa è il suo lavoro.
Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.
Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano,
come solo le bacche sanno cadere.
Ed è ancora così.
Le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così.
Ad ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta,
e in ogni città sentiva nostalgia di una città ancora più grande.
E questo, è ancora così.
Sulla cima di un albero,
prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo,
e continua ad averne.
Aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.»
(P. HANDKE, Lied Vom Kindsein)

gli angioletti di pizzo

Oggi posto un'altra nostra piccola "creazione": due angioletti di cartone e pizzo da mettere nelle rispettive camerette.
Abbiamo preparato un cono di cartoncino chiuso con le graffette alto circa 18 cm su cui i bimbi si sono divertiti a colorare con le tempere ed appiccicare brillantini, rivestito con pizzo bianco per vestire il corpo.
Per la testa abbiamo usato una pallina di legno su cui abbiamo disegnato le faccine e appiccicato con la colla dei grossi fili dorati, lunghi per quello della mia stellina e corti un po arrotolati per quello del mio chicco.
Le ali le abbiamo ritagliate da un cartoncino poi colorato e abbondantamente brillantinato.
Un bel nastro di raso, o altro da riciclare, come fiocco ed ecco pronti due simpatici angioletti brillantinosi!












l'angioletto di stoffa

A Natale non possono mai mancare gli angioletti ...
questo è quello che noi abbiam fatto come addobbo per l'albero qualche Natale fa.
Stoffa, pizzo e un cordoncino di lana per il vestito, una pallina di legno per la testa da disegnare con l'espressione che si desidera, riccioli per fare i capelli, un grosso nastro dorato per fare le ali e la mitica colla a caldo.
Ci vuole un po di pazienza ma piano piano qualcosa viene fuori...
Chiaramente i bimbi possono partecipare, se non nell'assemblaggio almeno nella scelta dei materiali e sopratutto nel disegnare le faccine.
Noi ne abbiamo fatti parecchi da regalare e questo è l'unico che ci è rimasto in casa, ma speriamo che presto arrivi un suo compagno...





gli angioletti di cartoncino colorato

Nella preparazione degli addobbi dell'albero di Natale ci siamo sbizzarriti nella creazione di buffi angioletti di cartoncino colorato, ritagliando ed assemblando le varie parti con la colla, su cui abbiamo disegnato decorazioni con pennarelli colorati ed argentati, un filo per appenderli...ed eccoli quà!!!
















il calendario dell'avvento

Il mese di dicembre è molto "particolare": la ricorrenza del Natale vorrebbe ricordarci come sia importante dare spazio, e tempo, ai sentimenti, alla dolcezza e all'amore per tutte le cose...
Nella dura realtà si ha a che fare con una vita già frenetica di suo a cui si vanno ad aggiungere, proprio in questo periodo, mille altre cose da fare e preparare, da sistemare e organizzare così anche i piccoli momenti rubati solo per noi stesse vanno a farsi friggere!
Bel modo di concludere l'anno!

Adesso che il "peggio" sembra essere passato, leggermente in ritardo posto i nostri lavoretti natalizi, chissà potrebbero essere spunto per il prossimo Natale!!!

Curiosando e prendendo qualche idea quà e là in rete ho pensato di preparare un calendario dell'avvento molto ricicloso con gli incredibili rotolini della carta igienica: rotolini vuoti, un pennarello rosso, uno nero, un gomitolo di filo grosso di lana rosso scuro, forbici sagomate, ago e spago, graffettatrice, ecco l'occorrente.
Con ventiquattro rotolini appiattiti si preparano dei piccoli contenitori, graffettati di sotto per la chiusura e tagliati di sopra con le forbici sagomate a zig zag.
Poi con l'ago si infila da un lato il filo e si preparano i legacci che serviranno ad unirli allo spago, con il pennarello rosso si scrivono i numeri belli grandi e con quello nero ci si può sbizzarrire in piccoli disegni. E' meglio fare le scritte in entrambe i lati.
I rotolini verranno poi legati allo spago che sarà a sua volta appeso in bella vista nella casa, non resta che decidere come riempirli: io ho preferito mettere filastrocche natalizie e disegni da ritagliare e comporre, per la maggiore, tutto arrotolato e ben legato, poi ogni tanto ho inserito qualche dolcetto, nascosto dal cotone che chiudeva il rotolino.
Il bello di questa tradizione per i bambini penso sia proprio l'appuntamento con la  sorpresa, quindi non necessariamente solo dolcetti e caramelle, ma qualcosa che li porti con curiosità fino al giorno di Natale.

Ed ecco qualche foto del calendario aimè già vuoto... il problema è che il tempo passa così in fretta che anche il Natale vola via e quasi non ci se ne rende conto!!!
















la domenica della musica: Happy day

L'anno vecchio se n'è andato, quello nuovo è già arrivato
ascoltando le canzoni io vi faccio gli AUGURONI!!!






AUGURI DI BUON NATALE

Il periodo prenatalizio è sempre disastroso, tra il lavoro che aumenta di mole, la famiglia con tutte le sue esigenze che di anno in anno sono sempre di più, le scuole con feste e cene e foto e filmati, le spese, della casa non ne parliamo, poi...
poi arriva la vigilia e ci sono ancora un saccone di cose da fare, non ultima gli auguri da non dimenticare, per augurare serenità e pace a tutti, in un periodo storico così caotico, ma anche per ricordarsi che, se possiamo, sarebbe importante prendersi una giornata per sè, per passarla con i propri cari, per darsi la possibilità di oziare per qualche ora, per ritornare bambini almeno nel giorno "magico" di Natale
e così ...

AUGURI
AUGURI
AUGURI