la zona giorno

Dopo una settimana di sconvoltura totale ho realizzato che il posto dove ci eravamo collocati sarebbe stata la nostra dimora per un bel po' di tempo.
Non riuscendo a stare ferma ho cominciato a guardarmi intorno poi mi sono messa al lavoro per pulire e dare all'ambiente un chè di "confortevole", così ho tirato fuori pennello e pennellessa per dipingere le pareti, non che l'ambiente si sarebbe trasformato, ma sicuramente sarebbe stato più luminoso.
Ho trovato anche degli aiutanti che, chi più chi meno, hanno contribuito al risanamento della "sala".

Mi è capitato anche in altri momenti della vita difficili di tirare fuori pennelli e pennellesse, in un qualche modo mi risolleva il morale lavorare coi colori, soprattutto se ho da dipingere una grande superficie (...ma forse dovrei fare l'imbianchina! ).

Questa era la nostra zona giorno, sempre in trasformazione tra giochi, scatoloni, sporte e sacconi, ma pur non essendo il Carlton Hotel Baglioni di Milano ci ha ospitati per tutta l'estate e di questo possiamo solo ringraziare!

































i chiodini, che passione!

Le giornate al campeggio dei nonni erano piuttosto movimentate, soprattutto quando arrivava l'ondata delle cose rubate alla nostra casa.
In mezzo a tante cose c'erano inevitabilmente tanti giochi, anche quelli nascosti in fondo allo scaffale, dimenticati da tempo.
Per noi ogni cosa che arrivava era una cosa riconquistata, che ritornava a nuova vita; così anche i giochi acquistavano maggior valore per la loro storia venendo riscoperti anche dai bimbi.
Tra le scatole di timbrini, animali, palloncini, ecc. abbiamo ritrovato una grande scatola di chiodini, un gioco veramente antico ma per me sempre piacevole.
Così, per alcune ore siamo stati invasi da chiodini colorati piccoli e grandi e ne sono venute fuori alcune composizioni buffe, ma tra tutte mi ha colpito una casetta.
Era definita in tutto: casa mansardata con finestra sul tetto, terrazzo, altalena e persino il colore, gialla con le imposte verdi.
Qualche mese più tardi sarebbe diventata la casa dei nostri sogni ...









le nuvole nel cielo

La campagna, la nostra campagna, offre di tanto in tanto giornate luminose con nuvole bianche e nere che si mescolano tra loro creando figure immaginarie di draghi, angeli, dinosauri, basta avere un po di fantasia ...
A giugno ci fu una giornata ventosa, ma tanto ventosa, con raffiche piuttosto invadenti; il cielo straripava di nuvole che non riuscii a resistere al richiamo fotografico.
Finite le foto guardai la nostra tenda che, ahiahi, non si fermava più di gonfiarsi e sgonfiarsi tanto che con una folata puff, volò via!!!
Io non potevo far altro che correrle dietro nel giardino nella speranza di riuscire ad acciuffarla.
La acchiappai quando si incastrò nella siepe e già sapevo il lavoro che mi aspettava: l'ennesima tenda da montare!
Si sà, lo dice anche il proverbio, fare e disfare è tutto un lavorare!!!






il campeggio dei nonni

In viaggio.
Arrivati dai nonni paterni a metà pomeriggio del 29, cominciammo a svuotare le macchine: i letti per gli anziani e le badanti erano già pronti in casa, la tenda per noi sarebbe arrivata in tarda serata, ma dovevamo trovare un posto ed una sistemazione per le poche cose che eravamo riusciti a portare con noi.
Per fortuna in campagna il posto non manca così decidemmo di lasciare la casa ai nonni e ci prendemmo per noi lo spazio nell'autorimessa affiancata alla casa.
Certo l'ambiente era un po da sistemare, ma la situazione era così al limite che andava benissimo anche così, pieno di ragni e ragnatele, polvere, formiche e mobili vecchi, l'importante era essere lontano da casa ...
Alle 10 di sera arrivò anche la tenda per noi, prestata naturalmente, e dopo aver organizzato il letto con qualche cuscino e qualche panno ci siamo sdraiati tutti e quattro insieme, sconvolti per la tremenda giornata ma tanto stanchi da riuscire a dormire qualche ora.
I giorni che seguirono furono estenuanti, io alla ricerca di scatoloni da usare per salvare le nostre cose e il mio compagno che andava avanti e indietro da casa nostra a quella dei nonni, distanti tra loro alcune decine di kilomerti, ed ogni volta che partiva avevo paura che potesse succedergli qualcosa entrando nella casa.
Se con il primo terremoto il primo piano aveva avuto qualche danno, con le scosse del 29 tutta la casa era stata segnata, ed anche se i sopraluoghi erano lunghi ad arrivare, con tutto quello che era successo, noi sapevamo già che era inagibile e la paura di rientrarci era tanta.
Così quando lui partiva io gli facevo promettere di non salire al piano di sopra ma puntualmente ritornava con un bottino portato via proprio dai mobili delle camere che stavano sù.
Ogni volta era come se ritornassa dalla guerra mostrandomi le cose che con grande incoscenza era riuscito a rubare da casa nostra: le prime volte mi raccontava di come andasse sù velocemente e prendesse le cose a "brancate", vestiti, coperte, scarpe, cassetti interi; dopo qualche viaggio prendemmo a pensare a cosa poteva essere più importante da prendere, e organizzavamo mentalmente le spedizioni per aver chiaro il più possibile il percorso per andare a colpo sicuro.
Tutto veniva stipato in macchina e quando arrivava alla nostra nuova dimora, arrivavo io, con sacchetti e scatoloni per cercare di fare ordine ed organizzare le cose in modo da non perdere niente, almeno di quel poco che riuscivamo a riprenderci ...
La mia stella mi aveva confidato che le sarebbe dispiaciuto molto perdere i suoi libri e quadernoni della scuola ... il mio chicco non voleva lasciare neanche un gioco ... così la lista della cose da prendere non finiva mai, e  mai avremmo voluto lasciare qualcosa in casa in balia del mostro ...

Erano la commozione e la tristezza che mi ricordo mi assalivano prepotentemente quando aprivo la macchina e cominciavo il mio lavoro, ma cercavo di non pensare e provavo a concentrarmi sull'organizzazione, altrimenti non riuscivo a combinare niente, impantanata com'ero dalle mie emozioni.
La brutta sensazione di sentirsi vinti, di non poter far altro che arrendersi era pesante, molto pesante da sopportare, incomprensibile, inconcepibile, non restava che cercare di raccogliere più cocci possibili sperando di riuscire un giorno a riassembrarli, sia fuori che dentro di me.





respira a fondo, cerca pace



Il 29 maggio fu il giorno dell’esodo, tanti di noi se ne andarono, temporaneamente, dalle proprie case in cerca di un riparo sicuro dal mostro…
Anche noi ci allontanammo e con noi vennero varie cose tra le quali un libro che ci accompagnò per un lungo periodo durante il nostro esilio volontario.
Il libro era Dinotopia.
Racconta di un viaggio intrapreso da padre e figlio che, superstiti da un naufragio, si ritrovano su di un’isola sconosciuta dove vivono esseri umani e dinosauri in perfetta armonia.
Tra le altre cose portate con noi c’era anche una grande coperta imbottita, piuttosto malconcia ma ancora morbida, che pensammo di usare come tappeto sull’erba.
Tappeto più libro … ecco fatto!

Ogni pomeriggio, quando il caldo ancora lo permetteva, ci sdraiavamo all’ombra degli alberi sulla nostra copertona ed io leggevo ad alta voce qualche pagina di questo incredibile racconto ai bambini, che ci portava lontano anni luce dalla nostra realtà, anche se solo per qualche istante.
Ai bambini piaceva molto:  innamorati dei dinosauri, con una trama interessante e dei bellissimi disegni che lo arricchivano, mi chiedevano insistentemente di andare avanti; era diventato il nostro momento, uno dei pochi da ricordare con serenità in quelle giornate convulse, fatte di paura, di pianto silenzioso, di incredulità per tutto quello che era accaduto …

La frase che mi è rimasta impressa dal libro e che ancora ogni tanto mi torna alla mente è quella che gli abitanti di Dinotopia utilizzavano come saluto, che racchiude in sé l’atteggiamento fisico e mentale di un popolo devoto all’equilibrio con la vita, utopia delle utopie; questo saluto nomina due fondamentali della vita, il respiro e la pace che a noi erano state tolte dall'orribile mostro e ancora, purtroppo, stentano a ritornare.

“RESPIRA A FONDO, CERCA PACE"



tre mesi - parte seconda

... Già tre mesi ...
Più di tre mesi e sembrano un sacco di tempo in più ...
Troppe cose sono successe e adesso tutto deve tornare come prima???
E' molto difficile scrivere di quel giorno, tanto che ho fatto passare giorni, settimane, mesi prima di farlo, anche se spesso mi ritrovo a ripeterlo nella mia testa ...

Quel martedì maledetto avevamo deciso di fare colazione in casa, perchè la temperatura era un po' freschina, poi portati i bimbi a casa dei miei partimmo per il lavoro.
Ore 9, al lavoro ... un forte tremore della palazzina ci spinse fuori dall'edificio, l'ennesimo ma purtroppo piu forte di tutti ...
mi ricordo che dissi ad alta voce: BASTA, BASTA!!! come se il terremoto potesse tenere conto delle nostre piccole vite!
Corsi fuori e con un'occhiata salutai le mie colleghe, il cuore in gola non mi lasciava parlare, solamente le lacrime mi scendevano senza fermarsi; letteralmente volando feci i 18 km che mi separavano dai miei figli, i telefonini erano chiaramente inutilizzabili.
Vidi mio fratello fuori dalla palazzina degli uffici dove era stato trasferito, visto l'inagibilità del precedente stabile  dopo il terremoto del 20. Almeno lui stava bene!
Rotonde, strada, incroci, curve tutto era troppo lento; per radio Oscar Giannino stava spiegando in diretta la scossa avvertita fino a Milano, magnitudo 5,8 ...
Arrivai alla casa dei miei genitori: per fortuna stavano tutti bene, spaventati ma fuori di casa e salvi.
Dal telefono di casa riuscì a raggiungere il mio compagno che lavorava a 30 km e che mi raccontò di aver sentito la scossa mentre guidava in macchina, come se improvvisamente gli fosse saltata una gomma ... Lo informai che stavamo bene e che sarei andata a controllare la nostra casa ...

Già la casa ...
Era ancora in piedi, ma in che stato!!!
La prima cosa che feci dopo aver preso un bel respiro per riuscire ad entrare e superare la paura, fu quella di staccare computer, chiavette e portarli nella tenda al riparo, poi dvd di video di famiglia, foto, album, raccoglitori di disegni dei bimbi, libroni del nido e della materna, tutto quello che era a portata di mano e rientrava nel settore "ricordi".
Può sembrare stupido ma finito di salvare quelle cose non sapevo più cosa portare fuori, niente aveva la precedenza, anche perchè le incursioni si limitavano alla zona davanti alla porta di casa, non mi attentavo nemmeno ad andare in cucina, perchè pur essendo al piano terra dovevo allontanarmi di più dall'uscita.
Poi arrivò anche lui e verificammo che le crepe esterne erano aumentate, arrivando fino al tetto, e internamente al pian terreno la situazione non era molto bella, non osavamo pensare al primo piano, persino la porta verso il giardino era incastrata, schiacciata dal muro soprastante che si era mosso.
Le scosse continuavano anche se più deboli, ma visto  quello che era appena successo non ci si poteva fidare di niente.
Tornammo dai bimbi, che per fortuna erano in buone mani, ma l'agitazione era tanta ...
Cosa fare? Aspettare e poi? Di tornare in casa non se ne parlava, nemmeno pensando alla notte, tende servono tende, forse un camper, e mio padre legato ad una sedia a rotelle, cosa fare, cosa fare, cosa fare .........
Tornammo alla nostra casa per cercare di tirare fuori ancora un po' di cose: impossibile essere lucidi in quei momenti, non sai cosa prendere, bisogna fare in fretta perchè c'è un mostro che sta arrivando, sembra che tutto debba finire, come se la terra si inghiottisse case e strade e persone ...
Cominciammo con tutto quello che era più vicino alla porta perchè l'unico parametro era la sicurezza, così libri, oggetti, materassi, coperte usate nella notte, cuscini, vestiti appoggiati alla sedia, giacche.
Io avevo trovato una scatola e mi ero messa a raccogliere i cd della libreria, in parte caduti, ma ad un certo punto ... altra tremenda, terribile scossa, infinita, infinita ... con due salti fui fuori di casa ed urlando "Andiamo via, andiamo via!!!" chiudemmo la porta, uscemmo dal cancello, salimmo in macchina ed ancora, ancora tutto tremava, tanto che sembrava che la macchina sbattesse contro il muretto della recinzione ...

Scappare ... l'unica soluzione possibile al momento era scappare, scappare il più lontano possibile!
Così fu: con due macchine strapiene di ogni cosa, 7 persone, sedia a rotelle, borse e sacchetti con il minimo indispensabile per ognuno di noi, medicine ed attrezzi vari, computer, macchine fotografiche e qualche gioco per i bimbi scappammo il più velocemente possibile.

Per noi fu una giornata disastrosa e ancora non sapevamo dei tremendi danni e delle vittime che purtroppo questi terremoti avevano fatto.

                                                        § § § § § § § § § § § § §

Non so se tutto ritornerà come prima, possiamo fingere che questo accada, e forse a forza di fingere arriveremo a crederci davvero ... ma io so che ogni giorno ed ogni notte penso a come salvarmi e come salvare i miei cari se tutto questo tornasse, alle vie di fuga, a preparare un piano B, e continuo a tenere coperte e cuscini in macchina perchè, ormai, ho perso la fiducia ...




http://www.youtube.com/watch?v=2zY4iv8ZxJI&list=UUaICbwtJtY1Y1tKpBh4cHig&index=5&feature=plcp

i rospi arrampicatori

Durante il nostro campeggio dei Sciscioni ci siamo accorti che in un angolo della casa succedeva qualcosa di particolare ... un torneo di arrampicata tra i rospi della zona!
Avevamo sentito di comportamenti strani di animali durante e dopo il terremoto, ma vedere dei rospi che tentano di entrare in casa anche dal tetto non lo mi era mai capitato, ma si sa, c'è sempre da imparare.





i grandi e i piccoli danni

In quei giorni, dopo il primo terremoto, decidemmo di fare un giro nei paesi vicini per vedere con i nostri occhi quello che era successo.
Girovagando per le campagne scoprivamo vecchi casolari abbandonati parzialmente crollati, capannoni "datati" in cui avevano ceduto tetti e tettoie, tende e camper di chi, come noi, non si sentiva più al sicuro in casa propria.
Pian piano ci siamo avvicinati a San Felice, uno dei centri maggiormente colpiti da quel sisma.
E' difficile spiegare l'incredulità che si prova davanti a certe immagini, ma vederle dal vivo, che ti entrano dentro è veramente dura, col dubbio che ogni momento sia quello buono per un'altra scossa ...
E' commovente invece sentire come le persone, anche quelle mai incontrate prima, si sentano più vicine, ci si scambia esperienze, impressioni, paure, per non sentirsi soli ad affrontare tutto questo puttiferio ...
Questi erano i grandi danni.

A casa nostra i problemi erano al primo piano, che richiedeva di lavori notevoli tanto che avevamo già cominciato a pensare di abbassare la casa per rendarla più sicura, ma c'era stato anche il crollo di una tettoia, fortunatamente riparabile in poco tempo.
Questi erano i piccoli danni.









il campeggio dei "Sciscioni"


Il campeggio dei sciscioni trascorreva “tranquillo”, notte al fresco in tenda, un salto veloce in bagno, colazione all’aria aperta poi alla casa del nonno per un saluto, pranzo in giardino, giochi liberi all’aria aperta, cena in giardino e notte al fresco …
Alla fine di maggio si dormiva ancora ben vestiti e con panni e trapuntine perché la sera si sentiva una certa arietta, alle quali io aggiungevo a titolo personale una o più sciarpe per proteggere la mia cervicale delicata.
La tv era praticamente dimenticata, il passatempo preferito era trasportare le cose utili da dentro a fuori e da fuori a dentro: stoviglie per apparecchiare, cibarie di vario tipo cucinate velocemente, pannetti, foglie colori, libri insomma tutto quello che poteva servire per far passare la giornata e non sentirsi troppo “in prestito”.
Si cercava di rendere la giornata giocosa soprattutto per i bambini, ma dentro di noi non sapevamo né cosa fare né cosa aspettarci, solo una cosa era certa per me : vivendo in tenda avevo ricominciato a dormire tranquilla e non era poco!
Anche se la paura era diminuita, sentivamo benissimo i tremori della terra, soprattutto alla sera sdraiati dondolavamo con i materassi, ma ce ne stavamo lì nella nostra tendina dondolante in attesa che diminuissero; le scosse però continuavano e questo non era purtroppo di buon auspicio, nessuno di noi avrebbe mai immaginato quello che sarebbe successo!!!







Il ritorno a casa

Passati alcuni giorni dalla prima grande scossa, decidemmo di rientrare in casa
 ( http://mamamagia.blogspot.it/2012/05/il-dopo-terremoto.html ) e preparato i letti per la notte a pian terreno stavamo convincendoci che pian piano tutto sarebbe ritornato "normale": ricollegato il p.c., acceso la tv per vedere i soliti programmi, ricominciato a sistemare le cose cadute...
Così passò la prima notte di rientro in casa.
Il pomeriggio seguente ce ne stavamo tranquilli, si fa per dire, chi a giocare chi a pulire, che all'improvviso .......... %%&&%££%&=(=);:;_:_:;LK__::ççç°°°§?=))((//&%$£!!!!!!!!.......
l'ennesima scossa ma più forte delle altre ci fece scappare nuovamente fuori, per la paura ci fermammo a sedere comodamente sotto gli alberi ad aspettare ... non potevamo certo restare lì all'infinito così decidemmo di montare una tenda ormai datata ma in buono stato per dare vita alla nostra residenza estiva:
"il campeggio dei sciscioni", così battezzato per dare al tutto un'immagine giocosa, se pur di giocoso non c'era un bel niente...

Non immaginavamo che non saremmo mai più ritornati in casa, nella nostra bella, fresca, grande casona, se non per cercare di salvare le nostre piccole cose!!!!


il primo terremoto


Incomincia il diario di un viaggio,
viaggio di una famiglia terremotata alla ricerca di una nuova casa …

Quali sono le emozioni che si provano durante un terremoto di forte intensità???
Le situazioni si succedono così rapide che non si ha il tempo per soffermarsi a filosofeggiare sulla vita od il valore che noi attribuiamo alle cose intorno a noi, quello che agisce è l’istinto di conservazione che immediatamente entra in azione in questi momenti, anche senza che noi ne siamo consapevoli.
Quello che mi colpisce di più nei terremoti, e che mi spaventa, è il suono sordo della terra, il rumore dei muri e delle cose che vibrano, che tintinnano … sembra veramente che arrivi un mostro sotterraneo che stia per aprire la bocca sotto di te!
Ai bimbi dicevo, mentre eravamo al sicuro in giardino nelle scosse dei  giorni seguenti, di saltare quando sentivano il movimento del terremoto, così da trasformare tutto in una danza della terra e loro, fiduciosi nella mamma, mi ascoltavano.
Ma io non ci sono mai riuscita; saltavo per la paura, per la consapevolezza del  fenomeno così grande e devastante, per la sensazione di ricevere ogni volta un pugno nello stomaco …

La prima cosa che si fa è scappare ed urlare per far uscire tutti, e così feci: chiamando ad alta voce mio marito, che prendesse il piccolo, io mi alzai con un balzo e spinsi la mia stellina fuori dal letto per scendere le scale, unica rampa con porta di casa proprio ad un passo, e senza renderci conto di quello che stava succedendo in pochi secondi eravamo giù …
Silenzio … fermi sotto lo spazio della porta … troviamo immediatamente la chiave ed usciamo e dopo aver fatto salire i bimbi in macchina spostiamo l’auto fuori dal cancello.
Poi inizia un andirivieni veloce per me e il mio compagno per cercare di racimolare in fretta giacche, panni e cuscini utili a mettere a loro agio i bambini sull’auto in modo che possano continuare a riposarsi.

Erano le quattro di notte quando tutto questo ci ha sorpresi  e come noi tutta la pianura emiliana si è risvegliata in un incubo che comprensibilmente ci ha tolto la serenità e la fiducia della nostra terra.

Senza nemmeno tornare su a guardare se c’erano danni, avevo capito che la nostra casa non ci offriva più alcuna sicurezza, troppo era stato lo scuotimento dei muri e così decidemmo di non tornare a dormire in casa.
Continuammo invece a portare fuori vestiti e scarpe e qualche gioco, che si trovavano al piano terra, in modo da avere qualcosa per cambiarsi nel caso … già nel caso che le scosse continuassero ed aumentassero; poi via, per vedere cosa era successo in giro … tutto il resto è storia.
La macchina in quella strana giornata fu il nostro letto, la nostra casa e così fu per tanti altri.
La notte seguente restammo a dormire nella casa dei miei genitori, a pian terreno, organizzandoci  come riuscivamo tra divano e materassi per riuscire a dormire almeno un pochino, svegliati in continuazione da vibrazioni, difficile sapere se causate da altre scosse o dal tremore che ci portavamo dentro …



Ecco la preparazione per la notte in compagnia, tassativamente vestiti per ogni emergenza, con l'immancabile casetta di Gheo Gheo recuperata al volo ...

il dopo terremoto due mesi dopo


… come ricominciare a scrivere in un blog che tratta di interessi, giochi e disegni fatti da bimbi, foto gioiose di vacanze, di momenti sereni della nostra vita dopo quello che è successo???

Devo dire che non è assolutamente facile: ho vissuto due anni fa la perdita di mia madre poi pian piano la vita mi ha costretto a riprendere i ritmi quotidiani ed ho ritrovato la “normalità” delle cose di tutti i giorni, i bambini, il mio compagno, la casa con tutto il suo da fare, il lavoro, le corse …. e nella normalità i brontolamenti per non essere riuscita a fare questo o quello, a sistemare la stanza o a preparare la tal cosa, tutto sommato però una normalità in cui stavamo bene.

E’ arrivato maggio e la nuova e terribile esperienza del terremoto si è presentata, una volta, due volte, tre volte, cento volte ed ogni giorno ti immagini che si ripresenti … ha provocato grossi danni: capannoni crollati in cui purtroppo hanno perso la vita persone, poi chiese, casolari, palazzine,negozi, case crollate parzialmente , o inagibili, o fortemente compromesse e chi non ha subito tutto questo si è ritrovato con crepe e tanta insicurezza per il domani … tutto quello che fino a qualche giorno prima era solamente fonte di piccoli e sciocchi brontolamenti  quotidiani, ma che fungeva da base della nostra piccola “normalità” ad un tratto diventa causa di paure, angosce, incertezze sul futuro.

Se col primo grosso terremoto la nostra casa aveva tenuto, nonostante i grossi lavori da fare, col secondo e col terzo, quelli dell’ormai indimenticabile “29”, è compromessa definitivamente, non crollata per fortuna, ma inagibile e talmente instabile da non passare l’inverno ( così ci siamo sentiti dire da un tecnico della protezione civile!).

Una casa, si sa, non è solamente i muri che la costituiscono ma soprattutto quello che contiene: oggetti, libri, foto e tanti, tanti momenti vissuti insieme con la famiglia e gli amici, difficile pensare che ad un tratto tutto questo ti può crollare davanti agli occhi …

Possiamo definirci  “fortunati” perché  giorno dopo giorno siamo riusciti a portare fuori praticamente tutto, ma che fatica! Quante corse su e giù per le scale per vuotare il più velocemente possibile con la paura di nuove scosse: si prendevano le cose “a brancate” così come capitava, documenti, vestiti, libri, oggetti poi in un altro luogo lontano si inscatolava tutto cercando di mettere al sicuro le nostre quattro cose, piccole, insignificanti ma pur sempre nostre!
Ormai la decisione è stata presa: non so come e non so quando ma avremo una nuova casa sicura, antisismica, al posto della nostra grande vecchia casa.

Pian piano ci siamo ripresi il nostro quotidiano ormai sconvolto da tutto questo cercando di trovare il bandolo della matassa per ri-iniziare: riprendere il lavoro dopo la prima emergenza, la chiusura anticipata delle scuole e la gestione dei bambini, cercare una casa temporanea dove stare e dormire un po’ tranquillamente …

Dicono che al peggio non c’è mai fine … pochi settimane fa ho perso purtroppo anche mio padre e non riesco a non pensare che il terremoto e tutto il gran casino che ne è seguito abbia fatto la sua parte …

Mia madre, mio padre, la casa …
Quando le nostre certezze se ne vanno cosa rimane???



il dopo terremoto

Ciao a tutti
purtroppo avrete sentito qualche notizia del terremoto che è venuto in Emilia domenica scorsa....
già c'ero anch'io!
Non voglio descrivere quei momenti, desideravo invece dare la motivazione alla mia assenza dal blog, che si prolungherà fino a....
a quando tutto questo non sarà passato, a quando le scosse si fermeranno, a quando avremo iniziato e magari finito i lavori di ristrutturazione della casa che purtroppo è stata in parte danneggiata, a quando non organizzerò un'altra postazione internet che non sia al primo piano dove sento maggiormente le scosse, a quando.....

Intanto da stasera rientriamo in casa a dormire, ma tassativamente al piano terra e vicino alla porta!!!
Speriamo che un passo alla volta tutto questo si sistemi...

Un abbraccio a tutti i miei gentili visitatori



per ricordare chi non c'è più

Questa sera voglio fare un salto indietro nel tempo, per ricordare chi non c'è più, indietro di ben sessant'anni.
Tra i ricordi dispersi nel tempo voglio fermare questa foto di classe datata 1950-51, della 5° a cui partecipò anche mia madre; lei è la bambina seduta proprio sotto la maestra, tal sig. Gamberini.
Ho alcuni ricordi di suoi racconti della scuola di quel periodo: racconti di bambini selvatici che scappavano dalle finestre, così tremendi da far piangere la maestra adorata da mia madre, delle lotte tra i compagni per ottenere rispetto anche se si era femmine, di un maestro così cattivo da regalare come uovo di Pasqua ai bambini più poveri un grosso zero in mezzo alle pagine del quaderno...
Altri tempi, altre situazioni, ma con che grinta lei affrontava il suo mondo così difficile e duro!!!
Un abbraccio tutto per te Nigron!


la domenica della musica: somebody to love

Oggi è stata una giornata alquanto impegnativa...

Comunione: al mattino presto fatte 2 torte, preparazione di tutta la tribù, cerimonia, pranzo in famiglia, regali, merenda con altri famigliari, regali, chiacchiere, chiacchiere, casa... finalmente!
Una bella ed emozionante giornata ma piuttosto intensa!!!
La scelta del brano oggi spetta di diritto alla mia stellina, che visionato alcune cose su youtube che apparivano sotto la parola "fiori", ha scelto questa versione video di una piccola parte della famosa Somebody to love dei mitici Queen.
Sono solo trenta secondi, quelli che abbiamo ancora di energia da spendere prima di buttarci sul divano e dedicarci ad un meritato riposo, ma pieni di ritmo e simpatia.
Buon ascolto e buona visione!




la domenica della musica: Sempre e per sempre

Oggi ho fatto scegliere la canzone al mio chicco.
Ha scelto un pezzo dal film Spirit della Dreamworks del 2002, conosciutissima storia di un cavallo mustang che incuriosito dal mondo degli uomini ne entra a far parte per poi ritrovare la sua libertà.
Il titolo del pezzo è : Sempre e per sempre, cantata da Zucchero.
Buon ascolto!!!



"Sempre (E Per) Sempre"
Ascolto il grido del vento che
come non so mi porta da te!
la voce del vento che chiama il mio nome
è qui che oramai tornerò,
Vedrai ti troverò
Ovunque tu sarai
Ovunque lo sai
Per te correrò
Sei luce nel volo
Il sole per me
Aquila che tocca il cielo
Ti ritroverò
Non importa per quanto ti dovrò cercare
Come in un sogno ora vivo per te
E so bene cos'è, cos'è che vale per me
Sei l'unica terra, la sola per me
Come un fiume nel mare, corro da te
Grandi braccia per volare e avrò cura di te
La voce del vento sussurra al mio cuor
Ohhh , è qui che sempre e per sempre vivrò

la passione della lettura

Qualche tempo fa ho scoperto il mio chicco in un posticino "comodo comodo", che si era trovato per leggere in pace uno dei suoi libri sui dinosauri, ultima sua passione sfrenata...
Eccolo quà!!!



Alma

Oggi piove...
con tante cose da fare mi è venuta voglia di riveder questo corto un po' inquietante,
con un messaggio neanche tanto subliminale: attenti alle tentazioni!!!
Dovrei preoccuparmi allora, forse anche io mi trasformerò nella torta di cioccolato che ho appena messo in forno, aiuto!!!!




ARGHHHHHH, LA TORTA MI CHIAMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

la neve di primavera

C'è un periodo speciale in primavera, odiato da molti ma amato da altri.
E' un momento in cui dal cielo scende una neve leggera e bianca che riempie ogni angolo di casa e del giardino, delle strade e dei campi...
non esageriamo, si tratta solamente del periodo in cui i piumini, semenze di molti alberi, cominciano a danzare nell'aria per trovare una nuova casa.
A noi piace tantissimo, la chiamiamo la neve di primavera, e quando possiamo cerchiamo i posti dove si accumula di più per divertirci a farla volare!!!
Qualche primavera fa abbiamo trovato un piazzale pieno e qualcuno si era ostinato a fare un po' di pulizia...
Quest'anno mi sono limitata a fotografare il cielo con questi leggeri piumini danzanti.









la domenica della musica: Teardrop

Oggi appena sveglia avevo già in mente questa melodia, un gran bel brano dei Massive Attack.
Gruppo inglese nato nel 1987 ha proposto un genere musicale molto vario che va dalla musica elettronica al trip hop, dall'ambient all'alternative rock.
Tratto dall'album Mezzanine il conosciutissimo Teardrop.
Buon ascolto!





"Teardrop"

Love, love is a verb
Love is a doing word
Fearless on my breath
Gentle impulsion
Shakes me, makes me lighter
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my breath

Nine night of matter
Black flowers blossom
Fearless on my breath
Black flowers blossom
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my...

Water is my eye
Most faithful mirror
Fearless on my breath
Teardrop on the fire
Of a confession
Fearless on my breath
Most faithful mirror
Fearless on my breath

Teardrop on the fire
Fearless on my breath

You're stumbling down
You're stumbling down 


"Teardrop" 
Amore,amore è un verbo
Amore è una parola che implica un?azione
Intrepida nel mio sussurro
Dolce stimolo
Mi fa tremare mi rende più leggero
Intrepida nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepida nel mio sussurro

Nove notti di accadimenti
Fiori neri che sbocciano
Intrepido nel mio sussurro
Fiori neri che sbocciano
Intrepido nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepido nel mio sussurro

I miei occhi aono d?acqua
Lo specchio più fedele
Intrepido nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco di una confessione
Intrepida nel mio sussurro
Lo specchio più fedele
Intrepido nel mio sussurro

Lacrima sul fuoco
Intrepido nel mio sussurro

Inciampando un poco
Sbagliando un poco